GELATO BOLLENTE DI FETICISMO CROCCANTE E GLOBALIZZAZIONE VELENOSA
ricetta: Dennis Cooper, Ricci/Forte
chef: Stefano Ricci

una scena dello spettacolo
INGREDIENTI
- 1 spazio vuoto, 4 sedie
- 1 attrice, 3 attori
- 4 vasetti di Haagen Dasz gusto Macadamia Nut Brittle + 4 cucchiai
- 4 maschere da Simpson, 1 costume da Wonder Woman e 1 da coniglio di peluche
- Muffin a volontà
- Sudore e sangue (va bene anche finto)
- Sesso di gruppo (il più possibile verosimile)
- Racconti spinti, grida di insofferenza a volontà
- 1 cucchiaino di rabbia, 1 bustina di pianto sommesso, erbe della globalizzazione
- Estratto di polemica
- Ironia, ma non troppa
PREPARAZIONE
Posizionare in scena i tre attori vestiti in abiti contemporanei ricalcare, con sapore di teatro danza, le regole di sicurezza dei voli di linea. Aggiungere l’attrice in costume da Wonder Woman e cominciare, molto lentamente, ad alzare il fuoco della narrazione. Le 4 sedie serviranno a creare delle mini-situazioni, dal corridoio d’ospedale al gioco dei quattro cantoni.
Mescolare gli attori e le attrici a formare piccole polpette umane, la cui consistenza deve restare talmente compatta da impedire sempre e comunque la fusione dei corpi. I racconti spinti, ricoperti dalle grida di insofferenza saranno allora l’ingrediente perfetto per creare un tessuto narrativo frammentato ma non frammentario, qualcosa che somigli alle noci macadamia sbriciolate nel gelato Hageen Dasz, dando un effetto “brittle” (“friabile”) al tutto.
Osare quanto basta per realizzare, dalla commistione di tutti gli ingredienti, uno sciroppo agrodolce tra il tragicomico, il faceto e il disgustoso.
Cospargere l’impasto col sudore e preparare una performance sessuale mista espletata dal vivo dai 4 attori, alla maniera dei film porno ma senza includere penetrazione o amplesso reali. Aggiungere il cucchiaino di rabbia e la bustina di pianto sommesso alla crema di polemica preparata a parte, rosolare il tutto in erbe della globalizzazione come simboli mediatici, luoghi comuni occidentali e gergo televisivo postmoderno.
Infornare nel boccascena e alzare il fuoco portando il preparato ad ebollizione di catarsi. Servire usando i muffin spiaccicati e il sangue per contorno.
VALUTAZIONE
La lista degli ingredienti proviene dai libri di Dennis Cooper, ma Ricci/Forte insistono sui sapori omosessuali e sulla denuncia di una globalizzazione che spersonalizza. Il servizio di un piatto del genere è in gran parte affidato all’abilità degli attori/camerieri, la cui incertezza, quasi solo nell’organico maschile, a volte tradisce certe soluzioni di confezione forse troppo complicate. Il sapore è acido, smagrente e putrido come dovrebbe essere, non mancano momenti di ottima cucina, uno su tutti la scelta dell’idea del gelato servito con calore infernale. Qua e là risultano poco saporiti i testi, forse a causa della seduzione visiva su cui si punta quasi tutto. L’effetto di “fragranza” generale di questo vasetto di Hageen Dasz modificato è efficace, per quanto a volte, a un auspicato risultato di pura cattiveria e fisicità, si sostituisca un più vanesio e feticista compiacimento del corpo e dell’immagine.
assaggiato a Roma, Teatro Belli, giovedì 11 giugno 2009
Sergio Lo Gatto


Non sono di primo pelo ma questo spettacolo mi ha sconvolto. Ho portato con me a casa momenti memorabili e ganci di riflessione. Peccato che accada ormai raramente a teatro. Bravi!
sì, gio, proprio uno spettacolo interessante!
grazie d’aver fatto un salto sul ricettario teatrale! spero tu abbia trovato accurata la ricetta.
a presto
Sergio
Ho visto lo spettacolo al Festival dei Mondi di Andria, al di la della sapienza nela messa in scena dello spettacolo e della forza della scrittura lo spesttacolo: scuote, mette in crisi, emoziona e addolora, il dolore lo senti anche a distanza di tempo….Per questo credo che spettacoli come questi siano necessari per non assopirsi, per sentire e riflettere. Complimenti!!!