30
nov
09

pali – compagnia scimone/sframeli

BUSTINA MONODOSE DI PALI IN AGRODOLCE

ricetta: Spiro Scimone
chef: Francesco Sframeli

Francesco Sframeli, Gianluca Cesale, Salvatore Arena, Spiro Scimone in una scena

INGREDIENTI
-    1 cuccuma futuribile
-    1 schermo diviso in due metà
-    1 piano inclinato
-    3 pali
-    Merda, merda, merda
-    4 attori in abiti doppi
-    1 parrucca
-    1 tromba, 1 grancassa
-    1 tinozza, 1 tanica d’acqua, 1 corda, 3 ombrelli
-    1 uovo invisibile
-    Ancora un po’ di merda
-    Intenzioni azzerate insaporite da accento siciliano
-    Dialoghi rarefatti
-    Ripetizioni
-    Chiodini di ironia
-    Centrifuga ghiacciante

PREPARAZIONE
Piantate i tre pali sulla sommità del piano inclinato, stagliati per bene sullo schermo, che dividerete a metà con la luce, cambiandone il colore a piacimento. Applicate la parrucca in testa a uno degli attori e piazzatelo sul palo di sinistra, un altro su quello di destra. Aprite 2 ombrelli sulle loro teste. Il palo centrale deve rimanere sguarnito. Il dialogo dei 2 attori sarà apocalittico, compresso, dolce, tuttavia rarefatto. La contemplazione della merda, che avrete sparso immaginariamente su palco e platea, verrà interrotta dall’aggiunta degli altri 2 attori, muniti di tromba, grancassa, tinozza e tanica d’acqua. Per loro basterà un unico ombrello. L’interazione tra due piani (sopra e sotto i pali) e l’impossibilità di cavarsela da soli saranno i temi del nuovo dialogo, condito dalle ripetizioni e da ancora un po’ di merda. Le intenzioni azzerate serviranno ad allontanare ulteriormente il mondo reale. Sbattete l’impasto nella cuccuma futuribile e montatelo azzerando le intenzioni e insaporendo il tutto con del profumato accento siciliano (potete trovarlo in abbondanza nella busta del repertorio della compagnia). Spargete i chiodini di ironia sull’impossibilità di partorire un uovo invisibile (impossibilità di ridere) e, quando tutto avrà conquistato l’inerzia, ammassate i due attori rimasti giù sul palo libero, completando la composizione. Ora lasciate che la centrifuga ghiacciante cristallizzi tutto in un gelo antico.
Infornare nel boccascena e lasciar cuocere per non più di 50 minuti. Servire ben compatto, asciutto e senza più sapore.

VALUTAZIONE
È evidente in questo piatto la maestria raggiunta dagli chef, che confezionano sapori effimeri, dal gusto pungente e fugace. Le risate si congelano, per noi, in sorrisi ebeti che tirano gli angoli della bocca come limone acido, insabbiandoci palato e lingua. Ci sentiamo impacchettati in una busta di cibo da astronave, pronti ad essere spediti nel cosmo. Un’irresistibile simpatia nel servizio si sposa sempre bene con certi piatti di alta cucina, che uniscono alla salsa della tradizione quel nonsoché di tremendamente nuovo che fa la differenza.

Sergio Lo Gatto

assaggiato a Roma, Teatro Valle, il 26 novembre 2009


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