Archivio per aprile 2011

19
apr
11

taking care of baby – accademia degli artefatti

AFFOGATO DI VEROSIMIGLIANZA CON GELATO DI CRONACA E COSCIENZA SBRICIOLATA

ricetta: Dennis Kelly
chef: Fabrizio Arcuri

Dennis Kelly

INGREDIENTI
-    1 spazio comune, con un punto luce a un angolo della platea
-    1 coperchio per la coscienza
-    3 attrici, 3 attori [qualità DOP]
-    2 videocamere
-    1 videoproiettore live con maxi-schermo
-    Stampini da intervista
-    1 podio per conferenze
-    1 divano
-    1 sgabello
-    1 tavolo di regia a vista
-    Ritagli di giornale
-    1 fatto di cronaca sbriciolato
-    4 fiale di crudeltà

PREPARAZIONE
Prima di cominciare, assicuratevi di avere a disposizione attori e attrici di qualità DOP. Li potete trovare, a prezzi rigorosamente immuni all’inflazione, all’Agriturismo degli Artefatti, raccomandato per i prodotti di qualità. Sul palco di uno spazio comune stendete il maxi schermo e posizionate una delle attrici su una sedia, al punto luce che avrete preparato a un angolo della platea. Tenete una delle due videocamere fissa su di lei, mentre vi racconterà di come sia stata accusata di un doppio figlicidio. Montate a neve immagini e stralci della seconda attrice, versatele negli stampini da intervista e ponete le forme sul maxischermo, alternate alle confessioni della madre detenuta. Aggiungete al pubblico in sala un attore e i ritagli di giornale e ponetene un altro dietro al podio per conferenze e poi sul divano, davanti a cui avrete posizionato la seconda videocamera. Lasciate un ultimo attore al tavolo di regia a vista, che legge delle battute e dialoga con gli altri. Posizionato tutti gli ingredienti e assaporata la sensazione di confusione e di eccessiva multimedialità, versate il fatto di cronaca sbriciolato, spremete le fiale di crudeltà, abbassate il coperchio per la coscienza e agitate per bene fino a che verità e verosimiglianza non si siano confusi del tutto.
Lasciare nel frigo-scenico per almeno 90 minuti. Guarnire con fragoline di acidità mediatica e servire gelido e senza cucchiaino.

VALUTAZIONE
Se avete trascorso una serata in allegria, magari vedendo uno spettacolo che vi ha divertito e che vi ha fatto pensare che tutto sommato il mondo va bene, che non siamo poi così schiavi delle definizioni, che essere e apparire, se non proprio la stessa cosa, sono due cose davvero molto simili, allora è bene che allunghiate il passo fino a questa gelateria. L’acido delle fragoline mediatiche renderà inquietantemente finto il sapore di tutta la cena; il fatto di cronaca, sbriciolato, vi spaccherà un dente e ferirà le gengive. È allora che sanguinerete, sapendo che sì, quel gusto asciutto e ferroso è l’unica cosa “veramente reale”.

Sergio Lo Gatto

assaggiato a Roma, Teatro Belli, il 13 aprile 2011

17
apr
11

have I none – fibre parallele

ricetta: Edward Bond
chef: Licia Lanera e Riccardo Spagnulo

RAZIONE APOCALITTICA PER COSMONAUTI CON CHICCHI DI DISPERAZIONE MUTA

Have I None - Fibre Parallele

INGREDIENTI

-   1 stanza senza più pareti (e nemmeno alberi) con piccioni appollaiati sul tetto
-   Nastro bianco
-   2 attrici, 1 attore
-   1 parrucca grigia, baffi posticci
-   1 tavolo, 2 sedie formato bambino
-   1 stufa girevole
-   1 tubetto di cadenza barese
-   1 penombra dai bordi alti
-   1 fotografia in bianco e nero
-   Colla d’oggetti
-   Semi di silenzio
-   Apocalisse liquida
-   Chicchi di disperazione muta
-   Polvere di aridità d’Oltremanica

PREPARAZIONE
Dopo aver accuratamente ripulito la stanza delle pareti, appendete i piccioni e segnate per terra con il nastro bianco il limite entro cui farete agire gli ingredienti. Aggiungete l’attore e le due attrici e solo allora fate entrare il pubblico. Applicate la parrucca grigia e i baffi posticci a una delle due attrici e posizionate l’altra sulla sedia, aggrappata al tavolo formato bambino. La stufa girevole fungerà da luce intermittente durante tutta la preparazione, cuocendo con un calore solo momentaneo. Spremete l’intero tubetto di cadenza barese sulle due attrici e lasciate che si amalgamino nella penombra. Accartocciate l’attore nella fotografia in bianco e nero, la colla d’oggetti servirà a dare importanza a quell’immagine del passato, che lascerete marinare insieme ai semi di silenzio. Continuando a mescolare, versate poco a poco l’apocalisse liquida fino a coprire tutto per circa un dito.
Infornare nel boccascena e lasciar cuocere per circa 75 minuti. Guarnire con chicchi di disperazione muta e polvere di aridità d’Oltremanica e servire freddo e terribilmente amaro. Al termine del pasto, prima di sparecchiare, fate precipitare i piccioni e spogliate gli attori rivelando i travestimenti.

VALUTAZIONE
La cucina etnica è molto ardua da realizzare e, per quanto quella britannica ci sembri vicina, occorre trovare un modo originale perché non sembri un’imitazione; per capirci, per fare in modo che un inglese in Italia non si lamenti di come viene importata la propria cucina. Fibre Parallele, coppia di chef giovani ma già esperti, si affrancano dal rischio trovando uno stile tutto loro, in cui sapori profondamente mediterranei si mischiano a quelli nordici in una grande invenzione culinaria, che nel servizio non soffoca, anzi dà aria alla drammaturgia del gusto. Consigliato agli amanti della fantascienza psicologica.

Sergio Lo Gatto

assaggiato a Roma, Teatro Belli, il 2 aprile 2011.
Rassegna Trend – nuove frontiere della scena britannica diretta da Rodolfo di Giammarco.




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