CREMA ACIDA DI BORGHESIA CON GRANI DI VIOLENZA
ricetta: Giorgio Scianna
chef: Veronica Cruciani
INGREDIENTI
- 1 palestra con attrezzi ginnici
- 1 ginnasta
- 1 attrice, 2 attori, poi 1 altra attrice (con rivelazione)
- 1 telefono cellulare con videocamera
- 1 panetto di silenzio
- 1 uovo con tuorlo di sangue
- sciroppo di borghesia
- 1 mazzo di corde vocali spesse
PREPARAZIONE
La cena sarà servita nella palestra di una scuola, apparecchiata su un grande tappeto, le sedie saranno tipiche panche da palestra. Cospargete il fondo dello spazio con la ginnasta, finché il profumo dei suoi movimenti non abbia dato un senso di tranquillità e sicurezza. Aggiungete un attore e un’attrice in abiti borghesi e lavorate i loro toni in un setaccio sopra le righe, lasciando filtrare il sospetto di una relazione. Tamponate il dialogo da soap opera con l’ingresso del secondo attore, teso e appuntito. Posizionate i tre a debita distanza, in modo che occorra alzare la voce per farsi sentire. In quegli spazi distribuite a pezzi quasi tutto il panetto di silenzio e versate generosamente lo sciroppo di borghesia fino a sentirne nettamente l’odore acre. Usate la rivelazione della seconda attrice e il filmato nel telefono cellulare per rompere il guscio dell’uovo e lasciate che il tuorlo di sangue scivoli nell’impasto. Sbattete i quattro attori fino a che lo sciroppo e il tuorlo non abbiano creato una crema acida su cui sbriciolerete il mazzo di corde vocali. Montate a neve mescolando sempre più velocemente fino a spezzare la frusta e creare nuovo sangue. Fate un passo indietro e attendete che l’impasto divenga solido. Prendete l’ultimo pezzo di silenzio e spalmatelo con il manico della frusta ancora insanguinato. Tappatevi le orecchie e fuggite. Ora invitate il pubblico a entrare.
VALUTAZIONE
Una buona ricetta e degli ottimi attori sono utili, ma serve un servizio che confermi la necessità , altrimenti nessuno assaggerebbe un piatto così acido. La direzione di Cruciani è viva e si avverte soprattutto nel generoso uso del silenzio, nella nettezza con cui le reazioni chimiche tra gli ingredienti si lasciano accadere. L’allestimento della sala, in questo caso, dovrebbe essere parte integrante della cena ed è questo forse lo sforzo di responsabilità che ci sentiamo di chiedere allo chef, una punta di diligenza in più che sparga l’attenzione sul contesto oltre che sull’argomento, permettendoci di fare una gustosa scarpetta sulle pareti saporite del piatto.
Sergio Lo Gatto
assaggiato a Rosignano Marina (LI), il 9 luglio 2011



Con rammarico ci siamo lasciati sfuggire l†appuntamento con Anagoor, e in particolare la prima regionale di Rivelazione.