Archivio per la categoria 'nuova drammaturgia'

22
lug
11

la palestra – veronica cruciani

CREMA ACIDA DI BORGHESIA CON GRANI DI VIOLENZA

ricetta: Giorgio Scianna
chef: Veronica Cruciani

la palestra - veronica cruciani

INGREDIENTI
- 1 palestra con attrezzi ginnici
- 1 ginnasta
- 1 attrice, 2 attori, poi 1 altra attrice (con rivelazione)
- 1 telefono cellulare con videocamera
- 1 panetto di silenzio
- 1 uovo con tuorlo di sangue
- sciroppo di borghesia
- 1 mazzo di corde vocali spesse

PREPARAZIONE
La cena sarà servita nella palestra di una scuola, apparecchiata su un grande tappeto, le sedie saranno tipiche panche da palestra. Cospargete il fondo dello spazio con la ginnasta, finché il profumo dei suoi movimenti non abbia dato un senso di tranquillità e sicurezza. Aggiungete un attore e un’attrice in abiti borghesi e lavorate i loro toni in un setaccio sopra le righe,  lasciando filtrare il sospetto di una relazione. Tamponate il dialogo da soap opera con l’ingresso del secondo attore, teso e appuntito. Posizionate i tre a debita distanza, in modo che occorra alzare la voce per farsi sentire. In quegli spazi distribuite a pezzi quasi tutto il panetto di silenzio e versate generosamente lo sciroppo di borghesia fino a sentirne nettamente l’odore acre. Usate la rivelazione della seconda attrice e il filmato nel telefono cellulare per rompere il guscio dell’uovo e lasciate che il tuorlo di sangue scivoli nell’impasto. Sbattete i quattro attori fino a che lo sciroppo e il tuorlo non abbiano creato una crema acida su cui sbriciolerete il mazzo di corde vocali. Montate a neve mescolando sempre più velocemente fino a spezzare la frusta e creare nuovo sangue. Fate un passo indietro e attendete che l’impasto divenga solido. Prendete l’ultimo pezzo di silenzio e spalmatelo con il manico della frusta ancora insanguinato. Tappatevi le orecchie e fuggite. Ora invitate il pubblico a entrare.

VALUTAZIONE
Una buona ricetta e degli ottimi attori sono utili, ma serve un servizio che confermi la necessità, altrimenti nessuno assaggerebbe un piatto così acido. La direzione di Cruciani è viva e si avverte soprattutto nel generoso uso del silenzio, nella nettezza con cui le reazioni chimiche tra gli ingredienti si lasciano accadere. L’allestimento della sala, in questo caso, dovrebbe essere parte integrante della cena ed è questo forse lo sforzo di responsabilità che ci sentiamo di chiedere allo chef, una punta di diligenza in più che sparga l’attenzione sul contesto oltre che sull’argomento, permettendoci di fare una gustosa scarpetta sulle pareti saporite del piatto.

Sergio Lo Gatto

assaggiato a Rosignano Marina (LI), il 9 luglio 2011

19
lug
11

orazi e curiazi – accademia degli artefatti

TORTA AMARA SIGILLATA CON CONFUSIONE DI REALTÀ

ricetta: Bertolt Brecht/Magdalena Barile

chef: Fabrizio Arcuri

Orazi e Curiazi - Accademia degli Artefatti

INGREDIENTI
- 1 spazio ampio con arredamento da interno borghese
- 3 attrici, 6 attori
- tute e stivali a tenuta stagna, metal detector
- effigi comuniste, 1 disco dell’Internazionale, lacrime esilaranti (min. 5 gocce)
- 1 chitarra elettrica suonata al contrario
- 1 stampo didattico, con banchi e lavagna
- 1 costume tradizionale del teatro cinese
- 2 televisori, 1 schermo, microfoni
- 4 orazi, 4 curiazi, con le iniziali minuscole
- armi false (fucili giocattolo, coltelli di plastica)
- armi vere (videocamera con live feed)
- 10 fiale di sudore
- 1 sfoglia di apologo politico
- 1 bustina di avvenimento, 1 bustina di racconto
- malinconia da illusioni perdute (in polvere)

PREPARAZIONE
Cospargete lo spazio arredato con le effigi comuniste; versate molto lentamente alcuni attori in tuta a tenuta stagna. Il metal detector servirà a separare passato e presente, sui cui verserete le lacrime esilaranti. Lasciate tutto a raffreddare da una parte, coprendolo con la chitarra elettrica.
Prendete lo stampo didattico, sbucciate gli attori delle loro tute e al centro fissate bene una delle attrici avvolta nel costume tradizionale del teatro cinese. Ai suoi lati disponete 4 orazi e 4 curiazi. Da qui in poi è molto importante mescolare forsennatamente il nuovo impasto in modo che gli orazi e i curiazi non si raggrumino mai in personaggi. Perché attori e attrici restino separati da queste figure è bene usare generosamente le fiale di sudore (9 per gli attori, 1 per il pubblico), confondere le armi false con quelle vere e sintonizzare i televisori solo su interferenze mute. Applicate la sfoglia di apologo politico, vuotatevi le due bustine di avvenimento e racconto e spremetevi le ultime lacrime esilaranti, sigillando la torta.
Infornate e lasciate cuocere per circa 120 minuti. Sulla crosta ancora calda lasciate che la malinconia da illusioni perdute si rapprenda.

VALUTAZIONE
L’incontro tra Brecht e Arcuri è un evento che riempie lo stomaco di grossa aspettativa e quando ci sediamo ci sembra già di non aver più fame. Ma il piatto servito dallo chef porta in sé il pregio di un’operazione sottilissima. Da un lato c’è il gusto (ormai distintivo, vedi altre cene) per gli accostamenti che stridono, nell’utilizzo di sapori reali e irreali; dall’altro c’è il passo avanti, quanto mai dichiarato, di voler aggiungere qualcosa oltre la ricetta. L’utilizzo dello stampo didattico (delicato e per certi versi debole) come forma per questa torta è una chiara scelta di affermazione, un grido lanciato alla cucina contemporanea, mentre dell’apologo politico si conserva la fragranza. Il servizio, con uno stile trascurato eppure rigoroso bada che la torta resti sigillata anche al taglio delle fette, ché gli ingredienti hanno ormai perso corpo ed esistono solo nel loro sapore.

Sergio Lo Gatto

assaggiato a Roma, Teatro India, il 28 giugno 2011

19
apr
11

taking care of baby – accademia degli artefatti

AFFOGATO DI VEROSIMIGLIANZA CON GELATO DI CRONACA E COSCIENZA SBRICIOLATA

ricetta: Dennis Kelly
chef: Fabrizio Arcuri

Dennis Kelly

INGREDIENTI
-    1 spazio comune, con un punto luce a un angolo della platea
-    1 coperchio per la coscienza
-    3 attrici, 3 attori [qualità DOP]
-    2 videocamere
-    1 videoproiettore live con maxi-schermo
-    Stampini da intervista
-    1 podio per conferenze
-    1 divano
-    1 sgabello
-    1 tavolo di regia a vista
-    Ritagli di giornale
-    1 fatto di cronaca sbriciolato
-    4 fiale di crudeltà

PREPARAZIONE
Prima di cominciare, assicuratevi di avere a disposizione attori e attrici di qualità DOP. Li potete trovare, a prezzi rigorosamente immuni all’inflazione, all’Agriturismo degli Artefatti, raccomandato per i prodotti di qualità. Sul palco di uno spazio comune stendete il maxi schermo e posizionate una delle attrici su una sedia, al punto luce che avrete preparato a un angolo della platea. Tenete una delle due videocamere fissa su di lei, mentre vi racconterà di come sia stata accusata di un doppio figlicidio. Montate a neve immagini e stralci della seconda attrice, versatele negli stampini da intervista e ponete le forme sul maxischermo, alternate alle confessioni della madre detenuta. Aggiungete al pubblico in sala un attore e i ritagli di giornale e ponetene un altro dietro al podio per conferenze e poi sul divano, davanti a cui avrete posizionato la seconda videocamera. Lasciate un ultimo attore al tavolo di regia a vista, che legge delle battute e dialoga con gli altri. Posizionato tutti gli ingredienti e assaporata la sensazione di confusione e di eccessiva multimedialità, versate il fatto di cronaca sbriciolato, spremete le fiale di crudeltà, abbassate il coperchio per la coscienza e agitate per bene fino a che verità e verosimiglianza non si siano confusi del tutto.
Lasciare nel frigo-scenico per almeno 90 minuti. Guarnire con fragoline di acidità mediatica e servire gelido e senza cucchiaino.

VALUTAZIONE
Se avete trascorso una serata in allegria, magari vedendo uno spettacolo che vi ha divertito e che vi ha fatto pensare che tutto sommato il mondo va bene, che non siamo poi così schiavi delle definizioni, che essere e apparire, se non proprio la stessa cosa, sono due cose davvero molto simili, allora è bene che allunghiate il passo fino a questa gelateria. L’acido delle fragoline mediatiche renderà inquietantemente finto il sapore di tutta la cena; il fatto di cronaca, sbriciolato, vi spaccherà un dente e ferirà le gengive. È allora che sanguinerete, sapendo che sì, quel gusto asciutto e ferroso è l’unica cosa “veramente reale”.

Sergio Lo Gatto

assaggiato a Roma, Teatro Belli, il 13 aprile 2011




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