Archivio per la categoria 'reading'

22
set
09

flatlandia – socìetas raffaello sanzio

SPUNTINO GEOMETRICO DI SATIRA A TUTTO TONDO

ricetta: Edwin Abbott Abbott
chef: Chiara Guidi

chiara guidi in una scena

chiara guidi in una scena

INGREDIENTI
-    1 spazio rettangolare
-    1 parallelepipedo grande con sedia semplice
-    1 attrice multiforme
-    1 cono con sfera che amplifica
-    1 parallelepipedo piccolo che si sfoglia
-    3 sfere luminose
-    1 piramide che batte il tempo
-    1 parallelepipedo piccolo che parla
-    1 satira tridimensionale
-    1 ascoltatore invisibile

PREPARAZIONE
Appendere al muro una delle sfere luminose. Posizionare il parallelepipedo grande in mezzo allo spazio rettangolare e posarvi sopra il cono, il parallelepipedo che si sfoglia, le altre due sfere luminose e la piramide che batte il tempo. Sovrapporre l’attrice multiforme alla sedia semplice e far sì che parli dentro il cono con sfera che amplifica. Mentre legge dal parallelepipedo che si sfoglia, corrompere lo stato della sua voce fino a sovrapporre a un racconto principale il commento sussurrato dell’ascoltatore invisibile. La storia del regno di Flatland, in cui si vive a due dimensioni, e del quadrato che diventa cubo grazie all’incursione di una sfera aliena proveniente da Spaceland, sarà resa compatta dalla satira tridimensionale di Abbott, che deve essere mostrata in primo piano come sapore principale, a evitare il rischio di frivolezze fantascientifiche. Amalgamare con grande attenzione, misura e un po’ di coraggio la voce multiforme con gli effetti prodotti dal piccolo parallelepipedo che parla (registratore) e la piramide che batte il tempo (metronomo), creando una gustosa tessitura ritmica da spargere su tutto il preparato. Infornare nel boccascena e lasciar cuocere per circa 60 minuti. Servire intimo, preciso e rivoluzionario.

VALUTAZIONE
L’abilità dell’attrice nel manovrare effetti sonori è un ottimo lievito per far gonfiare il livello della performance, mentre la sua simpatia rende croccante la crosta di un intrattenimento singolare, fatto di sussurri e confidenze. Il sapore è quello di una grande perizia esecutiva, mentre il retrogusto fiabesco è dosato con la sapienza giusta a non rendere pesante la digestione. Da annaffiare con un buon bicchiere di silenzio, che aiuta ad esaltare le flessioni minuscole della voce dell’attrice. Confezione semplice e di grande impatto, che rende questo piatto adatto ai palati più esigenti e desiderosi di lasciarsi affabulare.

Sergio Lo Gatto

Assaggiato a Roma, Teatro Quirino, sabato 19 settembre 2009 – Rassegna MAD Revolution

15
mag
09

rosvita – teatro delle albe

CENA A TEMA MEDIEVALE CON MERINGHE MORALI DI GANDERSHEIM

ricetta: Rosvita, Ermanna Montanari
chef: Marco Martinelli

ermanna montanari in una scena

ermanna montanari in una scena

INGREDIENTI
- 1 pedana circondata di neon
- 6 piccoli piedistalli geometrici
- 3 cantanti, 1 attrice
- 1 leggio, fogli
- Tagli sulla pedana, controluce leggeri
- Interferenze audio
- Poesia di ere profonde
- Sferzata morale

PREPARAZIONE
Accendere i neon intorno alla pedana per far sì che un’aura di sospensione avvolga il piano di lavoro. Respirare a fondo. Conservando il silenzio, poggiare sul proscenio le tre cantanti, alzare sul loro capo i cappucci di felpa e lasciare che prendano la forma di moderne sirene in veste monacale. Dal fondo nero ricavare l’attrice, rotolarla con disinvoltura fino al leggio, che avrete fissato alla pedana. Tagliare l’attrice coi riflettori laterali, simulando su di lei effetto di rosoni smunti e prismi ciechi. Usare i controluce leggeri per modellare i piedistalli geometrici in forma di piccoli monoliti bianchi. Non appena le sirene vi abbiano preso posto, spremer loro le corde vocali a far sgorgare gocce di madrigale e nettare di canto gregoriano. Basterà questo ad ammorbidire l’ambiente abbastanza da farlo cambiare al suono della voce dell’attrice, che leggerà da un libro come dovesse pronunciare incantesimi. Tritarne i toni in modo che si dividano nettamente in numerosi diversi personaggi, nel raccontare, montando a neve la poesia di ere profonde, piccoli aneddoti di secoli bui e peccato, di medioevo ed espiazione, di martirio e redenzione.
Infornare nel boccascena e lasciar cuocere per 75 minuti, aggiungendo la sferzata morale in piccole meringhe e servendo il tutto mistico, commovente e aereo.

VALUTAZIONE
La cucina del Teatro delle Albe serve un piatto degno del suo nome, un’Alba di eleganza e profondità. Il sapore polveroso di certi aggettivi e spunti drammaturgici si sposa alla perfezione con una voce che ne esalta i toni, facendoci ingoiare brandelli di Medioevo. Il canto gregoriano è come un vino rosso rubino messo da parte apposta e fatto “decantare” in un calice di cristallo prezioso. Davvero sublime.

Sergio Lo Gatto

Assaggiato a Roma, Teatro India, sabato 9 maggio 2009




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