SPUNTINO GEOMETRICO DI SATIRA A TUTTO TONDO
ricetta: Edwin Abbott Abbott
chef: Chiara Guidi

chiara guidi in una scena
INGREDIENTI
- 1 spazio rettangolare
- 1 parallelepipedo grande con sedia semplice
- 1 attrice multiforme
- 1 cono con sfera che amplifica
- 1 parallelepipedo piccolo che si sfoglia
- 3 sfere luminose
- 1 piramide che batte il tempo
- 1 parallelepipedo piccolo che parla
- 1 satira tridimensionale
- 1 ascoltatore invisibile
PREPARAZIONE
Appendere al muro una delle sfere luminose. Posizionare il parallelepipedo grande in mezzo allo spazio rettangolare e posarvi sopra il cono, il parallelepipedo che si sfoglia, le altre due sfere luminose e la piramide che batte il tempo. Sovrapporre l’attrice multiforme alla sedia semplice e far sì che parli dentro il cono con sfera che amplifica. Mentre legge dal parallelepipedo che si sfoglia, corrompere lo stato della sua voce fino a sovrapporre a un racconto principale il commento sussurrato dell’ascoltatore invisibile. La storia del regno di Flatland, in cui si vive a due dimensioni, e del quadrato che diventa cubo grazie all’incursione di una sfera aliena proveniente da Spaceland, sarà resa compatta dalla satira tridimensionale di Abbott, che deve essere mostrata in primo piano come sapore principale, a evitare il rischio di frivolezze fantascientifiche. Amalgamare con grande attenzione, misura e un po’ di coraggio la voce multiforme con gli effetti prodotti dal piccolo parallelepipedo che parla (registratore) e la piramide che batte il tempo (metronomo), creando una gustosa tessitura ritmica da spargere su tutto il preparato. Infornare nel boccascena e lasciar cuocere per circa 60 minuti. Servire intimo, preciso e rivoluzionario.
VALUTAZIONE
L’abilità dell’attrice nel manovrare effetti sonori è un ottimo lievito per far gonfiare il livello della performance, mentre la sua simpatia rende croccante la crosta di un intrattenimento singolare, fatto di sussurri e confidenze. Il sapore è quello di una grande perizia esecutiva, mentre il retrogusto fiabesco è dosato con la sapienza giusta a non rendere pesante la digestione. Da annaffiare con un buon bicchiere di silenzio, che aiuta ad esaltare le flessioni minuscole della voce dell’attrice. Confezione semplice e di grande impatto, che rende questo piatto adatto ai palati più esigenti e desiderosi di lasciarsi affabulare.
Sergio Lo Gatto
Assaggiato a Roma, Teatro Quirino, sabato 19 settembre 2009 – Rassegna MAD Revolution



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