Archivio per la categoria 'teatro e musica'

03
mar
10

la strada ferrata – isola teatro

Pamela Sabatini in una scena (photo: myspace.com)

SEMIFREDDO DI MEMORIA CON POLVERE SI STORIE DI VITA

ricetta di: Marta Gilmore, Fiammetta Olivieri e Pamela Sabatini
chef: Marta Gilmore

INGREDIENTI
-    1 palco polveroso
-    Altra polvere
-    2 attrici, 1 musicista
-    1 chitarra, 1 clarinetto, 1 tammorra, 1 ukulele, 1 digeridu, 1 cembalo
-    1 sottoveste succinta, scarpe col tacco
-    1 bicicletta d’epoca
-    1 frammento di binario morto
-    Leggerezza
-    Spicchi di racconto in agrodolce
-    Sciroppo d’improvvisazione
-    Noci di violenza e brutti ricordi
-    1 bambola voodoo

PREPARAZIONE
Lasciate che sul palco si addensi la polvere e poi aggiungetene altra. Stendete al centro il frammento di binario morto, installate il musicista in un angolo e circondatelo di tutti gli strumenti musicali possibili, che possa usarli all’occorrenza. Vestite una delle due attrici con la sottoveste succinta e le scarpe col tacco e aggiungetele alla scena, girandole attorno alla bicicletta d’epoca. La diversa natura dei due personaggi creerà un amalgama sempre originale, che è vostro compito conservare – usando la leggerezza e l’ironia – attorno agli spicchi di racconto in agrodolce. Lo sciroppo d’improvvisazione deve essere ben denso, in modo da poter essere ben diluito dalle note del musicista, usate come terza voce. Aggiungete la bambola voodoo (sceglietela tra quelle di pezza, sformate dal tempo) e grattugiateci sopra le noci di violenza e brutti ricordi, in modo da catalizzare le energie negative in un gioco macabro ma catartico.
Regolare la temperatura del boccascena su “frigo” e lasciar riposare a 4° per circa 70 minuti. Servire con contorno con salsa barbecue e crema di country.

VALUTAZIONE
Isola Teatro prepara un dolce dall’aspetto semplice e l’anima complessa. Il nocciolo di questa sorta di madeleine della memoria è un cuore amaro che lascia il segno sulla lingua. Colpisce, all’assaggio, la grande abilità dello chef nel conservare omogeneo il piatto, il cui sapore conquista e sazia. Le musiche creano una fine granella di atmosfera, ma è l’ingrediente segreto, quello dell’improvvisazione, a fare di questa prova di cucina un dessert davvero speciale. Le due attrici sono ingredienti assolutamente complementari, per tutti i palati.

Sergio Lo Gatto

assaggiato a Roma, Angelo Mai Occupato, il 20 febbraio 2010

26
gen
10

le pulle – compagnia sud costa occidentale

BUFFET FUNEBRE CON FATE ARROSTO E BAMBOLE IN AGRODOLCE

ricetta: Emma Dante
chef: Emma Dante

una scena dello spettacolo

INGREDIENTI
-    1 spazio con vele a scomparsa
-    4 attori, 1 attrice
-    1 fata parlante, 1 fata danzante, 1 fata cantante
-    1 levatrice per le fate
-    Polvere di metempsicosi
-    Succinti abiti femminili
-    Incubi colorati
-    Dialetto feroce
-    Urla
-    Voci stridule
-    Verve musicale sbriciolata
-    Ambizioni drammaturgiche

PREPARAZIONE
Disponete sui lati dello spazio le vele a scomparsa che serviranno sia da quinte che da scenario. Spargete sulla scena le tre fate e insegnate loro i movimenti della bambola rotta, rivoltandone le articolazioni e levando loro ogni grazia nel camminare. Aggiungete la levatrice delle fate come addensante, infilandole in bocca filastrocche cantate. Mescolate energicamente attori e attrici cospargendo tutto con la polvere di metempsicosi e amalgamando i sessi al punto da non poter più distinguere gli uomini dalle donne. La crema di ambiguità servirà a temperare il sapore acre degli incubi colorati, da cui è bene esplodere le urla e le voci stridule, stando attenti che il dialetto feroce e la verve musicale sbriciolata non distragga dalle ambizioni drammaturgiche.
Infornare nel boccascena e lasciar cuocere per circa 90 minuti. Servire piccante, disordinato e molto poetico.

VALUTAZIONE
Emma Dante è tra gli chef più richiesti del momento. In risposta a chi dice che propone sempre lo stesso piatto, mette qui insieme ingredienti a lei familiari, senza però risparmiare l’introduzione di nuove tecniche culinarie. In particolare la sbriciolata di canti e musica elettronica conferisce un tocco nuovo a un piatto come sempre difficile da digerire, che abusa dei condimenti di luce, di colore e di contenuti. L’unica sensazione non completamente soddisfacente è che il sapore ambizioni drammaturgiche venga troppo spesso confuso con un certo manierismo nella performance. Non esattamente un pranzo per famiglie, ma la grande poesia nel servizio rende magica ogni portata.

Sergio Lo Gatto

assaggiato a Roma, Teatro Valle, il 21 gennaio 2010

BUFFET FUNEBRE CON FATE ARROSTO E BAMBOLE IN AGRODOLCE

chef: Emma Dante

INGREDIENTI

- 1 spazio con vele a scomparsa

- 4 attori, 1 attrice

- 1 fata parlante, 1 fata danzante, 1 fata cantante

- 1 levatrice per le fate

- Polvere di metempsicosi

- Succinti abiti femminili

- Incubi colorati

- Dialetto feroce

- Urla

- Voci stridule

- Verve musicale sbriciolata

- Ambizioni drammaturgiche

PREPARAZIONE

Disponete sui lati dello spazio le vele a scomparsa che serviranno sia da quinte che da scenario. Spargete sulla scena le tre fate e insegnate loro i movimenti della bambola rotta, rivoltandone le articolazioni e levando loro ogni grazia nel camminare. Aggiungete la levatrice delle fate come addensante, infilandole in bocca filastrocche cantate. Mescolate energicamente attori e attrici cospargendo tutto con la polvere di metempsicosi e amalgamando i sessi al punto da non poter più distinguere gli uomini dalle donne. La crema di ambiguità servirà a temperare il sapore acre degli incubi colorati, da cui è bene esplodere le urla e le voci stridule, stando attenti che il dialetto feroce e la verve musicale sbriciolata non distragga dalle ambizioni drammaturgiche.

Infornare nel boccascena e lasciar cuocere per circa 90 minuti. Servire piccante, disordinato e molto poetico.

VALUTAZIONE

Emma Dante è tra gli chef più richiesti del momento. In risposta a chi dice che propone sempre lo stesso piatto, mette qui insieme ingredienti a lei familiari, senza però risparmiare l’introduzione di nuove tecniche culinarie. In particolare la sbriciolata di canti e musica elettronica conferisce un tocco nuovo a un piatto come sempre difficile da digerire, che abusa dei condimenti di luce, di colore e di contenuti. L’unica sensazione non completamente soddisfacente è che il sapore ambizioni drammaturgiche venga troppo spesso confuso con un certo manierismo nella performance. Non esattamente un pranzo per famiglie, ma la grande poesia nel servizio rende magica ogni portata.

Sergio Lo Gatto

Visto a Roma, Teatro Valle, il 21 gennaio 2010

22
set
09

flatlandia – socìetas raffaello sanzio

SPUNTINO GEOMETRICO DI SATIRA A TUTTO TONDO

ricetta: Edwin Abbott Abbott
chef: Chiara Guidi

chiara guidi in una scena

chiara guidi in una scena

INGREDIENTI
-    1 spazio rettangolare
-    1 parallelepipedo grande con sedia semplice
-    1 attrice multiforme
-    1 cono con sfera che amplifica
-    1 parallelepipedo piccolo che si sfoglia
-    3 sfere luminose
-    1 piramide che batte il tempo
-    1 parallelepipedo piccolo che parla
-    1 satira tridimensionale
-    1 ascoltatore invisibile

PREPARAZIONE
Appendere al muro una delle sfere luminose. Posizionare il parallelepipedo grande in mezzo allo spazio rettangolare e posarvi sopra il cono, il parallelepipedo che si sfoglia, le altre due sfere luminose e la piramide che batte il tempo. Sovrapporre l’attrice multiforme alla sedia semplice e far sì che parli dentro il cono con sfera che amplifica. Mentre legge dal parallelepipedo che si sfoglia, corrompere lo stato della sua voce fino a sovrapporre a un racconto principale il commento sussurrato dell’ascoltatore invisibile. La storia del regno di Flatland, in cui si vive a due dimensioni, e del quadrato che diventa cubo grazie all’incursione di una sfera aliena proveniente da Spaceland, sarà resa compatta dalla satira tridimensionale di Abbott, che deve essere mostrata in primo piano come sapore principale, a evitare il rischio di frivolezze fantascientifiche. Amalgamare con grande attenzione, misura e un po’ di coraggio la voce multiforme con gli effetti prodotti dal piccolo parallelepipedo che parla (registratore) e la piramide che batte il tempo (metronomo), creando una gustosa tessitura ritmica da spargere su tutto il preparato. Infornare nel boccascena e lasciar cuocere per circa 60 minuti. Servire intimo, preciso e rivoluzionario.

VALUTAZIONE
L’abilità dell’attrice nel manovrare effetti sonori è un ottimo lievito per far gonfiare il livello della performance, mentre la sua simpatia rende croccante la crosta di un intrattenimento singolare, fatto di sussurri e confidenze. Il sapore è quello di una grande perizia esecutiva, mentre il retrogusto fiabesco è dosato con la sapienza giusta a non rendere pesante la digestione. Da annaffiare con un buon bicchiere di silenzio, che aiuta ad esaltare le flessioni minuscole della voce dell’attrice. Confezione semplice e di grande impatto, che rende questo piatto adatto ai palati più esigenti e desiderosi di lasciarsi affabulare.

Sergio Lo Gatto

Assaggiato a Roma, Teatro Quirino, sabato 19 settembre 2009 – Rassegna MAD Revolution




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