Archivio per la categoria 'teatro sperimentale'

19
lug
11

orazi e curiazi – accademia degli artefatti

TORTA AMARA SIGILLATA CON CONFUSIONE DI REALTÀ

ricetta: Bertolt Brecht/Magdalena Barile

chef: Fabrizio Arcuri

Orazi e Curiazi - Accademia degli Artefatti

INGREDIENTI
- 1 spazio ampio con arredamento da interno borghese
- 3 attrici, 6 attori
- tute e stivali a tenuta stagna, metal detector
- effigi comuniste, 1 disco dell’Internazionale, lacrime esilaranti (min. 5 gocce)
- 1 chitarra elettrica suonata al contrario
- 1 stampo didattico, con banchi e lavagna
- 1 costume tradizionale del teatro cinese
- 2 televisori, 1 schermo, microfoni
- 4 orazi, 4 curiazi, con le iniziali minuscole
- armi false (fucili giocattolo, coltelli di plastica)
- armi vere (videocamera con live feed)
- 10 fiale di sudore
- 1 sfoglia di apologo politico
- 1 bustina di avvenimento, 1 bustina di racconto
- malinconia da illusioni perdute (in polvere)

PREPARAZIONE
Cospargete lo spazio arredato con le effigi comuniste; versate molto lentamente alcuni attori in tuta a tenuta stagna. Il metal detector servirà a separare passato e presente, sui cui verserete le lacrime esilaranti. Lasciate tutto a raffreddare da una parte, coprendolo con la chitarra elettrica.
Prendete lo stampo didattico, sbucciate gli attori delle loro tute e al centro fissate bene una delle attrici avvolta nel costume tradizionale del teatro cinese. Ai suoi lati disponete 4 orazi e 4 curiazi. Da qui in poi è molto importante mescolare forsennatamente il nuovo impasto in modo che gli orazi e i curiazi non si raggrumino mai in personaggi. Perché attori e attrici restino separati da queste figure è bene usare generosamente le fiale di sudore (9 per gli attori, 1 per il pubblico), confondere le armi false con quelle vere e sintonizzare i televisori solo su interferenze mute. Applicate la sfoglia di apologo politico, vuotatevi le due bustine di avvenimento e racconto e spremetevi le ultime lacrime esilaranti, sigillando la torta.
Infornate e lasciate cuocere per circa 120 minuti. Sulla crosta ancora calda lasciate che la malinconia da illusioni perdute si rapprenda.

VALUTAZIONE
L’incontro tra Brecht e Arcuri è un evento che riempie lo stomaco di grossa aspettativa e quando ci sediamo ci sembra già di non aver più fame. Ma il piatto servito dallo chef porta in sé il pregio di un’operazione sottilissima. Da un lato c’è il gusto (ormai distintivo, vedi altre cene) per gli accostamenti che stridono, nell’utilizzo di sapori reali e irreali; dall’altro c’è il passo avanti, quanto mai dichiarato, di voler aggiungere qualcosa oltre la ricetta. L’utilizzo dello stampo didattico (delicato e per certi versi debole) come forma per questa torta è una chiara scelta di affermazione, un grido lanciato alla cucina contemporanea, mentre dell’apologo politico si conserva la fragranza. Il servizio, con uno stile trascurato eppure rigoroso bada che la torta resti sigillata anche al taglio delle fette, ché gli ingredienti hanno ormai perso corpo ed esistono solo nel loro sapore.

Sergio Lo Gatto

assaggiato a Roma, Teatro India, il 28 giugno 2011

19
apr
11

taking care of baby – accademia degli artefatti

AFFOGATO DI VEROSIMIGLIANZA CON GELATO DI CRONACA E COSCIENZA SBRICIOLATA

ricetta: Dennis Kelly
chef: Fabrizio Arcuri

Dennis Kelly

INGREDIENTI
-    1 spazio comune, con un punto luce a un angolo della platea
-    1 coperchio per la coscienza
-    3 attrici, 3 attori [qualità DOP]
-    2 videocamere
-    1 videoproiettore live con maxi-schermo
-    Stampini da intervista
-    1 podio per conferenze
-    1 divano
-    1 sgabello
-    1 tavolo di regia a vista
-    Ritagli di giornale
-    1 fatto di cronaca sbriciolato
-    4 fiale di crudeltà

PREPARAZIONE
Prima di cominciare, assicuratevi di avere a disposizione attori e attrici di qualità DOP. Li potete trovare, a prezzi rigorosamente immuni all’inflazione, all’Agriturismo degli Artefatti, raccomandato per i prodotti di qualità. Sul palco di uno spazio comune stendete il maxi schermo e posizionate una delle attrici su una sedia, al punto luce che avrete preparato a un angolo della platea. Tenete una delle due videocamere fissa su di lei, mentre vi racconterà di come sia stata accusata di un doppio figlicidio. Montate a neve immagini e stralci della seconda attrice, versatele negli stampini da intervista e ponete le forme sul maxischermo, alternate alle confessioni della madre detenuta. Aggiungete al pubblico in sala un attore e i ritagli di giornale e ponetene un altro dietro al podio per conferenze e poi sul divano, davanti a cui avrete posizionato la seconda videocamera. Lasciate un ultimo attore al tavolo di regia a vista, che legge delle battute e dialoga con gli altri. Posizionato tutti gli ingredienti e assaporata la sensazione di confusione e di eccessiva multimedialità, versate il fatto di cronaca sbriciolato, spremete le fiale di crudeltà, abbassate il coperchio per la coscienza e agitate per bene fino a che verità e verosimiglianza non si siano confusi del tutto.
Lasciare nel frigo-scenico per almeno 90 minuti. Guarnire con fragoline di acidità mediatica e servire gelido e senza cucchiaino.

VALUTAZIONE
Se avete trascorso una serata in allegria, magari vedendo uno spettacolo che vi ha divertito e che vi ha fatto pensare che tutto sommato il mondo va bene, che non siamo poi così schiavi delle definizioni, che essere e apparire, se non proprio la stessa cosa, sono due cose davvero molto simili, allora è bene che allunghiate il passo fino a questa gelateria. L’acido delle fragoline mediatiche renderà inquietantemente finto il sapore di tutta la cena; il fatto di cronaca, sbriciolato, vi spaccherà un dente e ferirà le gengive. È allora che sanguinerete, sapendo che sì, quel gusto asciutto e ferroso è l’unica cosa “veramente reale”.

Sergio Lo Gatto

assaggiato a Roma, Teatro Belli, il 13 aprile 2011

30
mag
10

primi passi sulla luna – andrea cosentino

PROFITEROLES DI CREMA DI LUNA CON GLASSA DI POESIA

ricetta: Andrea Cosentino
chef: Andrea Cosentino e Andrea Virgilio Franceschi

Andrea Cosentino

INGREDIENTI
-    1 spazio qualunque, con eventuale impianto microfonico
-    Andrea Cosentino
-    1 piazzato con 1 cambio luce
-    1 tavolo con mixer audio e consolle luci
-    1 bandiera americana
-    1 sedia
-    1 scatola
-    1 libro di favole
-    1 paio di scarpette
-    1 barbie astronauta
-    2 guarattelle
-    Vari copricapi vari
-    Gemme di articolazione e sintassi
-    Gocce di movimento agile
-    Qualche anniversario importante
-    1 idea perfetta
-    Bignè di qualità ICCP

PREPARAZIONE
Per la preparazione vi occorreranno 100 minuti. Andrea Cosentino sarà l’ingrediente fondamentale. Come il tartufo nel risotto al tartufo o il gambero nel cocktail di gamberi. Qui serve Andrea Cosentino. Non un altro.
Sgusciate Andrea Cosentino lasciando da parte la glassa di poesia e ponetelo in uno spazio qualunque. Farcite la scatola con il libro di favole, le scarpette, la barbie astronauta, le guarattelle (Pulcinella e la Morte) e i copricapi, più altri oggetti a piacere (preferibilmente rosa). Corredate il tavolo/mixer/consolle con la bandiera americana e aggiungetelo allo spazio insieme a scatola e sedia. Dopodiché sedetevi comodi. Qualche anniversario importante e un’idea perfetta saranno sufficienti a creare l’impasto. Osservate “il” Cosentino interagire con gli altri ingredienti. Laddove vi sembrasse che l’impasto si faccia troppo lungo, addensatelo usando le gemme di articolazione e sintassi. Con la stessa tecnica aggiungete qualche goccia di movimento agile per eliminare gli eventuali grumi. Usate il tutto per farcire i bignè di qualità ICCP (Iconoclasti Comici Concettuali Poetici), dalla pasta leggera e che salva l’intera ricetta dal rischio di un sapore ammiccante. Ammucchiate i bignè a comporre una figlia in forma di luna. Versate infine la glassa di poesia lasciata a parte sui bignè e servite il profiteroles con la crema ancora calda.

VALUTAZIONE
Se, dopo una settimana a correre nel traffico, avete bisogno di una cena rilassante e corredata da un dessert perfetto, questa è la ricetta che fa per voi. Lo chef ha lasciato che l’ingrediente principale facesse da guida nella composizione di una delle invenzioni culinarie più complete degli ultimi tempi. L’aroma è quello della frutta matura, in certi morsi sta il sapore della paternità, mentre la glassa di poesia si cristallizza sul palato e lascia sorprese in giro per il racconto. Nonostante la semplicità di digestione, l’impressione generale è quella di star assaggiando una ricetta organoletticamente complessa, frutto del lavoro di anni di selezione degli ingredienti. La luna di carta è l’origami più difficile.

Sergio Lo Gatto

assaggiato a Roma, Teatro Palladium, il 22 maggio 2010




Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.